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Perché l’analisi dei costi è essenziale per le aziende?

Un'analisi approfondita dei costi è la chiave per prendere decisioni strategiche consapevoli e migliorare la redditività aziendale. Una corretta classificazione dei costi, l’uso di metodi di calcolo adeguati e un pricing basato su dati concreti possono ottimizzare le risorse, ridurre inefficienze e garantire un vantaggio competitivo sostenibile.

analisi dei costi

Avere un quadro chiaro e dettagliato dei costi aziendali è la chiave per crescere e restare competitivi. L’analisi dei costi è di fatto un vero e proprio strumento strategico che aiuta a prendere decisioni mirate su pricing, investimenti e ottimizzazione delle risorse.
Secondo McKinsey, il 73% delle aziende che adottano un approccio strutturato all’analisi dei costi registra un aumento della redditività del 10-15%. Inoltre, le imprese che monitorano costantemente i propri costi possono ridurre del 20% il rischio di inefficienze operative (fonte Gartner).

Obiettivi dell’analisi dei costi

Un’analisi efficace dei costi consente di:

  • Identificare inefficienze: ridurre sprechi, eliminare attività ridondanti e ottimizzare l’utilizzo delle risorse aziendali.
  • Ottimizzare la strategia di pricing: stabilire prezzi competitivi senza compromettere la marginalità.
  • Migliorare la redditività: individuare i prodotti e servizi più profittevoli e rivedere quelli meno performanti.
  • Supportare la pianificazione finanziaria: prendere decisioni strategiche basate su dati affidabili per garantire sostenibilità e crescita.

Suddivisione dei costi aziendali: la base per un controllo efficace

Una gestione efficace dei costi inizia con la loro corretta classificazione. La suddivisione dei costi aziendali consente di ottenere una visione chiara su come vengono distribuite le risorse e su quali attività generano valore.

Le principali categorie di costi includono:

  • Costi diretti e indiretti: i primi sono attribuibili direttamente a un prodotto o servizio (materie prime, manodopera diretta), i secondi riguardano spese generali come affitti ed energia.
  • Costi fissi e variabili: i costi fissi rimangono invariati a prescindere dalla produzione (affitti, stipendi amministrativi), mentre i variabili cambiano in base al livello di attività (materie prime, commissioni di vendita).
  • Costi industriali e commerciali: i primi si riferiscono alla produzione, i secondi comprendono marketing, vendite e distribuzione.

Questa segmentazione permette di valutare con precisione la marginalità di ogni prodotto o servizio, individuare inefficienze e prendere decisioni più consapevoli sul pricing.

Il legame tra analisi dei costi e pricing

Determinare il prezzo di un prodotto senza una conoscenza dettagliata dei costi può portare a margini ridotti o prezzi non competitivi. Un’azienda che non ha una chiara visione dei propri costi rischia di:

  • Vendere a prezzi inferiori al costo di produzione, generando perdite.
  • Fissare prezzi troppo alti e perdere quote di mercato.
  • Non comprendere la marginalità effettiva di ogni prodotto e cliente.

Un’analisi accurata dei costi consente di sviluppare strategie di pricing basate su dati concreti, evitando decisioni approssimative. Secondo un rapporto di PwC, le aziende che adottano una strategia di pricing basata sull’analisi dei costi migliorano la loro redditività del 12-18%.

Metodi di calcolo dei costi

Per una corretta analisi della marginalità, è essenziale scegliere il metodo di calcolo dei costi più adatto al proprio business. I principali approcci includono:

  • Full Costing: distribuisce tutti i costi (diretti e indiretti) su ciascun prodotto, utile per il calcolo della redditività complessiva.
  • Direct Costing: considera solo i costi variabili, permettendo di valutare il contributo di ogni prodotto al margine di copertura.

    Accanto a questi metodi tradizionali, esistono paradigmi più avanzati per l’analisi e la gestione dei costi:
  • Contabilità per centri di costo: permette di suddividere i costi in funzione dei diversi reparti o processi aziendali, favorendo un maggiore controllo sulla distribuzione delle spese, ripartendo i costi con basi di riparto semplificate. 
  • Activity-Based Costing (ABC): si basa sulle attività aziendali come unità fondamentali di analisi, con questo approccio si ripartiscono i costi in relazione all’assorbimento da parte di ogni attività e successivamente in base all’utilizzo di tali attività da parte dell’oggetto di analisi. Questo approccio permette di avere una rappresentazione veritiera dell’assorbimento di risorse ed evitare errori di imputazione tipici dell’applicazione di basi volumetriche di riparto a situazioni complesse e non standardizzate.

Mentre il Full Costing e il Direct Costing sono metodi di determinazione del costo di un determinato oggetto, l’ABC e la contabilità per centri di costo rappresentano metodologie di ripartizione dei costi che non sono direttamente imputabili a tale oggetto.
Il passaggio da un approccio per centri di costo ad un approccio ABC rappresenta un passaggio verso una gestione strategica dei costi, finalizzata non solo a monitorare le spese, ma anche a migliorare la marginalità e il valore complessivo dell’azienda e dei suoi prodotti attraverso la corretta imputazione dei costi evitando errori potenzialmente fatali per l’azienda.
Non solo controllo e ripartizione accurata dei costi ma anche analisi del loro impatto sulle decisioni aziendali identificando le attività che generano valore e quelle che, pur assorbendo risorse, non contribuiscono alla competitività e alla redditività, permettendo così di ottimizzare il mix di prodotti, investimenti e strategie di pricing per massimizzare la marginalità aziendale, garantendo una crescita sostenibile.

Ottimizzare la redditività attraverso l’analisi dei costi

Sapere con precisione quali prodotti, servizi o clienti sono realmente profittevoli è essenziale per prendere decisioni strategiche consapevoli. Un’azienda che integra l’analisi dei costi nella gestione strategica può:

  • Identificare prodotti con bassa marginalità e rivedere il mix di offerta.
  • Rinegoziare contratti con fornitori per ridurre i costi variabili.
  • Migliorare l’allocazione delle risorse per massimizzare il valore generato.

Un ulteriore elemento chiave per l’ottimizzazione della redditività è l’individuazione delle attività che generano valore per il cliente e di quelle che non lo fanno.

  • Attività a valore aggiunto: sono quelle per cui il cliente è disposto a pagare, poiché contribuiscono direttamente alla qualità o all’utilità del prodotto/servizio.
  • Attività non a valore aggiunto: possono essere necessarie ma non percepite dal cliente (come controlli di qualità interni), oppure superflue e quindi eliminabili.

Conoscere l’impatto di ciascuna attività sulle risorse aziendali permette di concentrare gli sforzi sulle attività a valore aggiunto e su quelle necessarie, riducendo o eliminando le inefficienze. Questo approccio consente di aumentare la redditività e migliorare la competitività aziendale.

Implementare strumenti avanzati per il controllo di gestione aiuta a monitorare i costi in tempo reale, integrando dati da diverse fonti (contabilità, produzione, vendite) e rappresenta una leva strategica per qualsiasi azienda che voglia crescere.

Vuoi approfondire le metodologie e gli strumenti per migliorare l’analisi dei costi come leva strategica? Chiedi informazioni compilando il form in basso oppure partecipa ai nostri webinar gratuiti !




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